Biodistretti del Lazio per la prevenzione e la salute alimentare

Biodistretti del Lazio per la prevenzione e la salute alimentare

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Ministero dell’ agricoltura, della sovranità alimentare

e delle foreste

DIPARTIMENTO DELLA SOVRANITÀ ALIMENTARE E DELL’IPPICA
DIREZIONE GENERALE PER LA PROMOZIONE DELLA QUALITÀ AGROALIMENTARE
UFFICIO POLITICHE DI FILIERA (PQA V)

     SCHEDA SINTETICA DEL PROGETTO DEL SOGGETTO BENEFICIARIO     

     1. DATI IDENTIFICATIVI DEL SOGGETTO BENEFICIARIO     

Denominazione: IFFSS Onlus …

International Foundation for Food Security and Safety

Natura giuridica: FONDAZIONE - ONLUS riconosciuta dallo Stato Italiano
……………………………………

Iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche presso il MUR con codice 001955_ART3 .
…………………………………………………………………………………

Posta elettronica certificata (come risultante dal Registro dalle imprese):
IFFSS@PEC.IT
……………………………

Sede legale: Comune di ……ROMA………………….……………………………..………………………..
Comune di: ROMA
Prov.:RM ………. , CAP 00165……………………………………………
Via e n. civ.: SEDE LEGALE: Via San sotero,32 - ….. Tel.:+ 39.3775191769 ……………………...........

 

     2. DESCRIZIONE DEL PROGETTO     

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

BIODISTRETTI DEL LAZIO
per
LA PREVENZIONE E LA SALUTE ALIMENTARE

 

2.1. Scopo e Sintesi
L'intervento proposto si prefigge di mettere in atto una azione sistemica per la valorizzazione delle produzioni biologiche del Lazio qualificandole sotto il profilo nutraceutico o funzionale, e collocandole organicamente entro linee di produzione alimentare appositamente disegnate per prevenire od attenuare le più diffuse patologie del metabolismo. Patologie che affliggono la popolazione regionale al pari di quella nazionale, con qualche indice regionale comparativamente preoccupante di peggioramento nell’ultimo biennio.

Dopo una breve fase di sperimentazione, i prodotti caratterizzati da marchio regionale comune saranno posti in vendita attraverso canali commerciali dedicati o comunità di consumatori, con l’indicazione della finalità di prevenzione per cui sono stati disegnati.
L’ipotesi non è quella di sostituire il trattamento medicale convenzionale, ma di ridurne l’estensione e l’intensità, consentendo ai professionisti della medicina di introdurre organicamente il riassetto nutrizionale entro la strategia di trattamento dei singoli pazienti. Ed allo stesso tempo, consentendo ai consumatori (che sono anche pazienti in atto o potenziali) di monitorare se stessi lungo un percorso nutrizionale virtuoso.

Il Progetto si svilupperà sull’intero sistema dei Distretti Biologici della Regione, e si rivolgerà prioritariamente alla popolazione della Regione Lazio. Senza escludere tuttavia di allargarsi ad altri mercati nazionali ed internazionali una volta che siano stati testati i prototipi di prodotto.

La Regione Lazio si porrà così alla testa della politica nazionale di prevenzione su base alimentare dalle malattie croniche, ed i suoi distretti biologici ed agroindustriali saranno in posizione di leadership nella formazione di un mercato di vastissime proporzioni, corrispondente al 40% circa della popolazione (sia a livello nazionale che regionale) in fase di patologia riscontrata, cui si aggiunge una quantità di popolazione che dovrà essere attentamente stimata perla Regione Lazio (un ulteriore 20% a livello nazionale) esposta a rischio di patologia, che richiede una attenta strategia di prevenzione su base alimentare. 

 

2.2. Sequenza dell’itinerario progettuale

In estrema sintesi, allo scopo di inserire organicamente la produzione biologica in linee di prodotto complete, scientificamente qualificate ed intensamente attese dalla popolazione, il Progetto svilupperà il seguente itinerario.

  • a. Condurrà una precisazione del fabbisogno di alimentazione salutare nella Regione Lazio, suddiviso in fabbisogno di attenuazione delle patologie già in atto, e fabbisogno di prevenzione. La popolazione sarà suddivisa in cluster a seconda della patologia registrata o prevedibile (in collaborazione con l’Osservatorio della Salute e del Benessere dell’Istituto di Epidemiologia Sociale della Università Cattolica di Roma e dei suoi partner);
  • b. Per ciascun sottogruppo verrà delineato il profilo nutrizionale raccomandabile, corredato delle informazioni analitiche sulla intensità e dotazione di nutrienti (matrici nutrizionali) convertite in prodotti agricoli e zootecnici;
  • c. Sulla base delle matrici nutrizionali così delineate, sarà possibile stimare la quantità di produzione sollecitata a ciascuno dei Distretti per quantità e qualità, sia in termini di produzione vegetale che di prodotti zootecnici, primari e trasformati in modo tale da delineare politiche di sviluppo e riassetto nel medio lungo periodo;
  • d. Contestualmente, per ciascun profilo alimentare si realizzeranno prototipi di prodotto, attraverso un percorso che prevede il disegno dei piatti (sollecitando a tale scopo professionalità ed esperienze locali) e la realizzazione di prototipi per tipologia di preparazione, in modo da assicurarne la piacevolezza oltre alla efficacia salutare;
  • e. Accertata la qualità dei prodotti, si procede al disegno del brand e della caratterizzazione del packaging, di particolare importanza poiché l’alimentazione salutare richiede continuità e coerenza delle assunzioni (oltre ai ai prodotti singoli, si proporranno combinazioni quotidiane anche in sequenza settimanale o quindicinale, a seconda della intensità di trattamento.
  • f. Contestualmente – accertata progressivamente la qualità gustativa e salutare dei prodotti - sarà avviata la presentazione ai canali commerciali rilevanti. Oltre ai canali consueti e già specializzati per il biologico, l’offerta potrà ampliarsi sino a soddisfare canali (come quello farmaceutico e parafarmaceutico, l’alberghiero d’alta gamma etc.) di cui risulta l’attesa per una alimentazione sana sempre più insistentemente richiesta dalla clientela.
  • g. Per il rapporto con il mercato, il modello prevede di porre l’accento su canali specializzati di fidelizzazione, evitando le consuete modalità (TV o Telematica), che oltre al costo altissimo sono oramai squalificate agli occhi dei consumatori più attenti od esposti a patologie. La strategia adottata – fatti salvi gli approfondimenti realizzati collegialmente – consiste nel collegare i prodotti salutari del Distretto Biologico nel ventaglio delle prescrizioni o dei suggerimenti erogati ai cittadini dai Medici di Medicina Generale o dagli specialisti della nutrizione.
  • h. L’integrazione tra offerta di alimenti salutari altamente qualificati e servizi del Sistema Sanitario Nazionale viene coltivata mediante la realizzazione dei segmenti di progetto che riguardano l’analisi della popolazione, il disegno delle linee di alimentazione, la delineazione dei piatti raccomandabili (i segmenti progettuali precedentemente sintetizzati in a,b,c ). Le elaborazioni statistiche ed analitiche richieste verranno eseguita in collaborazione con Istituti e Personalità che hanno grande influenza sul mondo professionale della medicina e della farmacologia, e da personalità molto vicine alla Fondazione Proponente che sono altamente influenti sui settori collegati.
  • i. Insieme alla azione di influenza sui “consumatori-pazienti” da parte di personalità ed Istituti, il Progetto conta sull’effetto di educazione sociale che sarà permesso dalla metodologia impiegata per la realizzazione dei già citati segmenti “a, b,c”. Il Progetto si rifà alle direttive erogate dal Ministero della Salute, che intendono assicurare sia la partecipazione del cittadino alla raccolta e valutazione delle informazioni sanitarie che lo riguardano, sia la confluenza di questi elementi nel Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale, in modo da consentirne il corretto uso clinico nel lungo periodo. Il Progetto intende disegnare per questo scopo una guida informatizzata (denominata “Carte Nautiche per la Sana Alimentazione”) operativa su personal device, e collegabile al Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale. Essa è destinata sia alla educazione del consumatore-paziente (che può auto-classificarsi entro sottogruppi di riferimento e controllare il proprio percorso nutrizionale) sia all’esercizio della profilassi nutrizionale da parte della medicina generale o specialistica che disporrà di un reporting completo sulle abitudini nutrizionali del paziente (e potrà anche esercitare un servizio di “tele-nutrizione” a distanza, già diffuso nei paesi anglosassoni ed oggi del tutto sconosciuto in Italia); Questi servizi daranno luogo ad ulteriori segmenti di offerta del Progetto, ed alla creazione di valore che si aggiungerà a quella della produzione alimentare propriamente detta.
  • j.Il Progetto assicurerà l’assoluta e approfondita comprensione da parte del personale delle Aziende Agricole dei modelli statistici ed epidemiologici impiegati, in modo che essi partecipino con profonda ed informata dedizione alla missione della prevenzione sociale delle malattie del metabolismo (le cd malattie croniche asintomatiche). Si darà luogo ad un laboratorio Permanente per la scambio di esperienze (assistito da webinar e demo telematiche) che possa essere partecipato dai produttori al pari che da esperti e dal pubblico più attento, sugli aspetti scientifici ed operativi della alimentazione salutare. Il coordinamento delle attività avverrà attraverso una “control room” centrale dotata di accesso ai flussi di informazione per il monitoraggio del Progetto. In futuro, il corredo telematico alla attività dei Distretti sarà accessibile attraverso QRcode sulla confezione dei prodotti ed allargare il dialogo con l’esterno della ricerca, e soddisfare la platea della clientela scientificamente più esigente ed informata.
  • k. La convinzione che la bellezza del territorio sia la premessa della qualità gustativa e salutare dei prodotti, conduce all’idea fondante dei “poderi come giardino” poderi come giardino. Desiderio e memoria inevitabilmente associata ai Distretti della produzione biologica, cui visitatori dalle Città viciniori si recano spesso per desiderio innato di natura e purezza ambientale. All’aspetto del Paesaggio e della sua qualità come attrattore di fruizione urbana e territorio dedicata al benessere, il Progetto dedicherà una sezione delle attività di monitoraggio e controllo di risultato, insieme alle altre di carattere più squisitamente scientifico (emissioni, suoli, produzione, etc.).

 

2.3. Obiettivi della Fondazione Proponente

La proposta progettuale nasce presso la Fondazione IFFSS (International Foundation Food Safety & Security) riconosciuta dallo Stato, che ha sede in Roma ed è Iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche presso il MUR con codice 001955_ART3.
Obiettivo specifico della Fondazione è quello di concorrere alla salute della popolazione attraverso lo sviluppo delle produzioni alimentari dall’agricoltura e dalla zootecnia a conduzione biologica ed organica.

La ricerca applicata indica inoltre che l’incremento di produzione agricola nutraceutica costituisce la leva per altri importanti fenomeni decisivi per la salute umana e l’ambiente: la riduzione delle emissioni di CO2 e la sua cattura, la riduzione del carico di molecole chimiche complessivamente presenti nella biosfera terrestre ed acquatica, la tutela del dissesto idrogeologico. Ed in generale, l’up-grading professionale ed etico della popolazione impegnata nelle campagne, come condizione irrinunciabile per la tutela della biodiversità e delle risorse rinnovabili.

Il complesso sistema di implicazioni che il mondo contemporaneo annette alla produzione agricola e zootecnica in relazione alle scienze della vita hanno condotto la Fondazione IFFSS ad avviare un programma appositamente denominato INNOVITAM (recentemente sottoposto all’Attenzione del Ministero dell’Università e della Ricerca), che svolge la riflessione strategica e programmatica di lungo periodo nel cui ambito anche si situa anche il Progetto qui proposto, in vista di una complessiva rivalutazione del mondo agricolo nella gerarchia dei sistemi per il progresso.
Obiettivi che sono attualmente al centro della agenda strategica delle Autorità Sanitarie Nazionali: è di questi giorni (15.11.24) l’allarme lanciato dall’Istituto Superiore della Sanità che rileva come stia scemando l’impiego da parte della popolazione italiana della Alimentazione Mediterranea, e come solo il 5% della popolazione adulta vi si attenga in maniera rigorosa.

La Fondazione opera anche in campo internazionale, assistendo i Paesi in transizione alimentare (Cina, America Latina, Africa) e traendo da questi insegnamenti di metodo utili anche per l’azione nei Paesi avanzati, specie in materia di salute alimentare collegata ai modelli nutrizionali. E’ animata da personalità che hanno ricoperto incarichi significativi in materia di programmazione e ricerca in ambito pubblico e privato, sia a livello nazionale che comunitario.

Il modello di ricerca scientifica ed applicata necessario per la individuazione dei fabbisogni alimentari della popolazione ed il disegno delle corrispondenti linee di alimentazione (denominato “Carte Nautiche per la Sana Alimentazione) è stato d’intesa con l’Osservatorio della Salute delle Regioni, insediato presso la Cattedra di epidemiologia sociale dell’Università Cattolica di Roma, che parteciperà al Progetto sulla base di un Accordo di Collaborazione siglato dalla Fondazione ed una società spinn off dell’Ateneo stesso.

Scopo diretto del Progetto è dare luogo insieme ai Distretti Biologici del Lazio, tutti insieme considerati sulla base dei loro programmi, all’obiettivo di conferire alla produzione agricola una responsabilità centrale nella generazione di prodotti utili alla salute sociale.

Ciò che comporta un salto di qualità importante in termini di diffusione delle tecnologie e delle conoscenze avanzate, sia presso le Aziende di maggiore dimensione, che presso le aziende a conduzione familiare. Come ben si sa, la produzione di cibo salutare non è solo il risultato della applicazione corretta di tecnologie, ma anche della dedizione costante assicurata dalla presenza umana e dalla osservazione vigile sulla risposta della terra ai trattamenti somministrati. L’aumento e la specializzazione sanitaria della produzione agricola richiede quindi rigenerazione professionale costante della popolazione impegnata nelle campagne.
Popolazione che oggi, tuttavia, non è più solamente quella insediata fisicamente nelle campagne, ma anche la popolazione urbana affacciata sui terreni agricoli limitrofi, che sono anche il giardino per la città. Anche questa popolazione dovrà essere richiamata al medesimo impegno di tutela, conoscenza, applicazione professionale di altissimo livello che si richiede agli agricoltori per lo scopo di proteggere la società dalle afflizioni del cattivo metabolismo.
L’integrazione “città-campagna” corre oggi soprattutto sul filo dello scambio di conoscenze necessario a proteggere la salute.
Per questo il presente Progetto si prefigge la traslazione nel territorio regionale delle più avanzate innovazioni scientifiche in materia di epidemiologia nutrizionale ed ingegneria alimentare, alcune delle quali frutto della ricerca scientifica eseguita presso Atenei del Lazio, e che non sono ancora oggetto di applicazione nei settori dell’agroindustria e della prevenzione sociale dalle malattie croniche ed asintomatiche del metabolismo.

2.4. Istituti Alleati del Progetto.
Oltre al già citato Accordo con l’Osservatorio per la Salute ed il Benessere delle Regioni dell’Università Cattolica di Roma, il Beneficiari gode di collegamenti con altre Istituzioni e personalità della dietologia clinica, della epidemiologia, della informatica applicata alla salute, dell’industria alimentare, dell’etica della nutrizione per l’invecchiamento attivo, che hanno accompagnato la fase di ideazione del modello di diagnostica sociale assicurando della loro partecipazione in fase di finanziamento, e quindi della fattibilità complessiva del Progetto.
L’impostazione del modello di trattamento industriale dei prodotti primari (con l’affermazione della rilevanza nutraceutica e funzionale del ciclo integrale di coltivazione e trattamento industriale) si deve ai collegamenti con l’Istituto di Dietologia della Terza Università di Roma ed agli indirizzi del Dipartimento di Dietologia dell’Ospedale San Giovanni dell’Addolorata, Asl.Roma 1.

L’impostazione nutrizionale di matrice Mediterranea si deve all’Istituto di Dietologia dell’Ospedale Agostino Gemelli di Roma, che ha accudito la fase iniziale della ricerca.
L’impostazione metodologica ed etica della riflessione sulle esigenze di nutrizione e cura della popolazione anziana, deve molto agli scritti di Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Commissione Anziani preso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alle conversazioni tenutesi presso la Fondazione Vaticana delle Scienze per la Vita.
Importanti incoraggiamenti sono pervenuti da parte di Aziende Leader nel settore della telematica e dell’informatica applicate alla salute, tra cui quella di manager della Dedalus Global Spa,.leader europeo per l’informatica ospedaliera, e della Genomedics (referente scientifico della Società Italia dei Medici di Medicina Generale) da tempo dedicata alla gestione dei Data Base sanitari mediante procedure di statistica avanzata.

3. Coerenza del Progetto rispetto ai documenti di Programmazione MASAF ed UE.

Il Progetto è intimamente connesso alla strategia Comunitaria convenzionalmente denominata From Farm to Fork (brand che era già da molti anni tra i lanci tematici propri della Fondazione, sia in Italia che all’estero, con lo slogan “Dal campo al piatto”).
Il Progetto punta a porre i Distretti Biologici del Lazio all’avanguardia della strategia Comunitaria di incentivazione denominata “Food for Future”, conferendo oloro la strumentazione analitica ed operativa per fornire concretamente e su vasta scala prodotti sani alla popolazione, dapprima quella del solo Lazio, ma immediatamente dopo quella dell’intera Italia, senza escludere la soddisfazione di aree di domanda per la dieta di ispirazione mediterranea che emergono con intensità dai Paesi del Nord Europa.
Essi assumeranno prestigio e successo commerciale nella pratica attuazione degli obiettivi del Green Deal Europeo.
Riferimenti con la Programmazione di altri Paesi sono anche importanti sia sotto i profili di mercato che sotto i profili dello scambio metodologico e scientifico. AIn tal senso è utile segnalare che la Fondazione IFFSS ha attraversato un lungo decennio di collaborazione con la Cina con l’inaugurazione della strategia “Unire la Città e la Campagna” varata nel 2014, con cui il Governo Cinese ha promosso un vasto programma di riforma basato sulla modernizzazione delle aree agricole prossime alle metropoli, ed in particolare mediante la diffusione delle tecnologie avanzate. Questione che sta al centro del percorso di sviluppo dei Distretti Biologici.
Per quanto attiene più specificatamente agli obiettivi indicati dal Decreto, è opportuno qui segnalare che, per quanto riguarda:

l’obiettivo a) promuove lo sviluppo territoriale attraverso una specifica strategia che aumenta il valore aggiunto incorporato nei prodotti, in tal modo allargando la base occupazionale ben remunerata. L’esigenza di garantire nutrienti puri ai modelli di alimentazione nutraceutica specializzati, avrà l’effetto di allargare l’individuazione di produzioni congruenti con la salute, spingendo l’attività ad includere le aree marginali e le aziende meno intensive, che così risulteranno valorizzate finanziariamente ed incluse nella sequenza di filiera nutraceutica; insieme all’approfondimento delle qualità dei suoli e della biomassa prodotta, con un effetto complessivo sulla qualità delle emissioni ed il contenimento dell’effetto serra. La presentazione dei prodotti, puri o trasformati, entro strategie alimentari mirate, ne favorirà l’impiego oculato e misurato, con una riduzione netta dello spreco: d’altronde, è bene considerare che non vi è spreco peggiore del cibo che buttiamo nel nostro stomaco e finisce per farci danno;

l’obiettivo b) risulta chiaro, per quanto detto fin qui, che l’inclusione delle Aziende agricole e zootecniche all’interno di processi concatenati di produzione e fornitura dei nutrienti, costituisce allo stesso tempo metodologia e finalità strategica del Progetto. Esso crea filiere nutraceutiche di produzione cui le aziende aderiscono sulla base di impegni concertati e coordinati ex ante, in modo che essi possano essere organicamente inseriti nelle diete funzionali alla prevenzione delle malattie del metabolismo.

L’obiettivo c) Le filiere nutraceutiche creano la base operativa per il coordinamento, che il Progetto si impegna a coltivare ed intensificare con strumenti appositi, quali un “Laboratorio Comune” di apprendimento e sperimentazione, interrelato alle Aziende ed alle funzioni di ricerca mediante rete telematica distribuita capillarmente.
La finalità innovativa così conferita alla produzione biologica, solleciterà l’impegno dei più giovani residenti spinti a valorizzare le loro competenze.
La Fondazione Beneficiaria getterà tutto il suoo impegno nella convocazione delle più avanzate personalità della ricerca e della produzione affinchè siano costantemente al servizio del dibattito e dello sviluppo della conoscenza dei coltivatori.

 

     4. METODOLOGIA e RIFERIMENTI APPLICATIVI    

3.1 Presentazione del Progetto

Il Progetto si compone di fondamentalmente di 3 Sezioni.

Le prime due costituiscono lo sviluppo sperimentale del modello di determinazione egli alimenti funzionali sviluppato con il Progetto “Carte Nautiche per la Salute Alimentare” (presentato al Centro di Competenza SMACT programma IRIS 29024 su risorse PNRR). Cfr.All.“Carte Nautiche per la Salute Alimentare”

La terza segue le riflessioni sulle strategie di Marketing studiate per reintrodurre nel contesto metropolitano contemporaneo le Nutrizione Mediterranea messa a fuoco da Ancel Keys nel secondo dopoguerra del secolo scorso. Cfr. All. “Idee di Brand, di Marchio, di Prodotto”.

Sez.1 – Articolazione del Fabbisogno di Alimentazione Sana.

Una prima Sezione è dedicata alla analisi epidemiologica delle malattie croniche nella Regione Lazio (ed in controluce nel nostro Paese). Oltre alla rilevanza quantitativa dei fenomeni, l’analisi conduce alla descrizione del modello con cui le malattie croniche si sviluppano nel corso della vita umana, ponendo in evidenza come, a fronte della popolazione cui la malattia è stata clinicamente accertata (prevalentemente la popolazione anziana) sussiste una vasta area di popolazione in cui la malattia è sommersa, ed agisce allo stato asintomatico nell’organismo.
Mentre per la prima parte della popolazione vi è esigenza di una alimentazione che miri al lenimento delle patologie, e ad evitare il cumulo tra di loro (la cd multi-morbilità) per la seconda parte della popolazione vi è una esigenza di alimentazione sana che prevenga l’insorgere acuto e le manifestazioni secondarie della malattia.
Entrambe richiedono l’assunzione di alimentazione appropriata, seppur con diversi gradi di intensità e rigore. Il punto nodale che la Ricerca introduce, sulla base di una rassegna estremamente approfondita della letteratura clinica, è tuttavia che il modello di alimentazione utile non è indifferenziato ed equivalente per tutte le patologie. Sono invece necessarie caratterizzazioni nutrizionali che – sebbene quasi sempre basate sulla radice della alimentazione cd. Mediterranea – richiedono di essere precisate per le singole malattie croniche. Per alcune di queste, come le patologie ischemiche e dell’apparato circolatorio, la dietologia ha raggiunto sufficiente certezza di disegno. Per altre invece, - come quelle connesse alla efficienza degli stati cognitivi – le ricerche sono relativamente recenti e sono necessari ulteriori riflessioni, che il Progetto intende realizzare contribuendo per la sua parte al dibattito internazionale, avendo cura di sollecitare e recepire l’apporto di tutti i centri specializzati operativi nella Regione Lazio.
Mentre per la prima sezione di popolazione potrebbe almeno in parte - per le patologie più analizzate – essere avviata una produzione alimentare appropriata, per le seconde lo studio e la sperimentazione può e deve fare rapidamente passi in avanti, cui il Progetto concorrerà.
Gli studi preparatori al Progetto pongono poi l’accento su di un altro aspetto di assoluta rilevanza: specie con riferimento alla nutrizione di prevenzione (che riguarda classi di età in cui gli individui sono immersi nella vita sociale ed ostacolati nel rispetto di regole individuali) è necessario proporre alla popolazione non necessariamente “diete” (che sono costrittive e spesso controproducenti) ma “profili alimentari”: sequenze di alimenti fondamentali da consumare con regolarità in sostituzione degli alimenti scorretti suggeriti dal mercato e dalla offerta industriale prevalente.
Al costituirsi di un mercato educato ed informato è ragionevole attendersi che anche l’industria mainstream assuma una diversa direzione di marcia.
A questi criteri, chiarezza dell’informazione al consumatore, costruzione di abitudini quotidiane, si ispira la politica di prodotto cui si farà più oltre.

Sez 2 – Messa a fuoco dei Cluster di Patologia e dei profili nutrizionali raccomandati.

Sotto il profilo statistico, mentre la prima parte di popolazione è facilmente quantificabile in base alle dichiarazioni stesse dei cittadini e rilevazioni del SSN (utilizzando la statistica bidimensionale), la quantificazione della seconda sezione richiede un esercizio complesso di previsione mediante l’incrocio di molteplici variabili rilevate sull’intero corpo sociale (etica e comportamenti prevalenti, informazioni epidemiologiche rilevate ad hoc) ricorrendo alla cosiddetta statistica multidimensionale.

La statistica applicata a grandi data base di carattere sociale o clinico è oggi immensamente sviluppata, avvantaggiandosi delle metodologie messe a punto dagli studi della Intelligenza Artificiale.
L’applicazione di queste procedure permetterà al Progetto di mettere a fuoco la ripartizione della popolazione in cluster a seconda delle patologie croniche (conclamate od in fase di incubazione).
Per ciascuna di queste patologie, sulla base di ricognizioni della letteratura mondiale verificate dai massimi esperti della Dietologia e della Nutrizione regionale e nazionale, saranno delineate le matrici nutrizionali raccomandabili. In nessun caso il progetto varcherà la frontiera etica della creazione di nutrienti sintetici, o di specie vegetali geneticamente modificate per lo scopo della prevenzione.
Sulla base di queste matrici – con l’assistenza degli Istituti agronomici con cui il Beneficiario è in contatto – ed in particolare il CREA, sarà valutata la composizione dell’offerta di prodotti primari proveniente dai Bio Distretti della Regione Lazio.
I risultati della informatica applicata ai grandi data base può essere messa a disposizione di grandi gruppi di utenti, mediante applicazioni accessibili su personal device.
Nel caso della nutrizione è possibile prevedere che i più avvertiti tra i consumatori (che sono anche pazienti in essere o potenziali) in collaborazione con i medici di Medicina Generale od i nutrizionisti di fiducia possano valutare il proprio stato di esposizione alle malattie croniche avvalendosi della classificazione in cluster operata dal Progetto, e monitorare ordinariamente il proprio percorso di accostamento al profilo nutrizionale raccomandato.
Una apposita pagina nutrizionale potrebbe essere inserita nel Fascicolo Elettronico Regionale, come consentono gli indirizzi metodologici raccomandati dal Ministero della Salute, consentendo alla Medicina Generale di inserire organicamente la nutrizione nella gestione del profilo clinico degli assistiti, consentendo la implementazione di un servizio di tele-nutrizione a distanza, e la creazione di una community web sui benefici della salute alimentare.
Strumenti di questo tipo sono ampiamente diffusi nei paesi anglosassoni (il primato spetta forse all’Australia) e consentono la rapida diffusione e fidelizzazione nei confronti dei prodotti appositamente configurati).
La sequenza delle operazioni corrispondenti alle procedure di analisi statistica ed alla progettazione degli strumenti telematici a disposizione dei consumatori e dei medici di base, è raccolta in uno studio preliminare (denominato “Carte Nautiche per la Salute Alimentare) che è stato sottoposto per la valutazione di congruità di un centro di innovazione del PNRR (lo SMACT di Venezia) che lo ha valutato di notevole interesse.
Il Grafico a file paragrafo ne permette una immediata visione di insieme, dimostrandone la perfetta esecutività.

Sez.3 – Prototipazione e Idee Prodotto per la Salute Alimentare, nel segno di Ancel Keys

Richiamando ciò che abbiamo sopra segnalato, le caratteristiche merceologiche del cibo per la Salute Alimentare sono così riassumibili:
- Il cibo deve essere gradevole e corrispondente alle tradizioni della Regione, criterio quanto mai importante per la popolazione anziana,
- I risultati in termini di salute si raggiungono non attraverso diete costrittive, ma attraverso abitudini continue ed ordinarie, praticate nel nucleo famigliare (seppure con differente intensità e caratteristiche)
- È bene che sia disponibile in confezioni di medio lunga conservazione, per consentire di usufruirnealla popolazione che non ha tempo né abilità per preparare da se alimenti gustosi e salutari. Dotazioni di Alimenti Sani vanno promosse presso pubblici esercizi Fast Food, presso i quali si alimenta quotidianamente la popolazione in età lavorativa, quella più esposta al alla frontiera di emersione delle patologie croniche.

Il mix di queste considerazioni ha condotto il Team della Fondazione IFFSS a concentrare l’attenzione su sperimentazioni di piatti mediterranei eseguite volontaristicamente da amici della Fondazione ed osservatori esterni delle sue attività presso ristoranti, hotel, che hanno registrato successo di gradimento da parte della clientela con riferimento agli alimenti preparati con la metodologia di preparazione a bassa temperatura con conservazione cosiddetta “sous vide”, oramai diffusa presso larga parte del sistema Horeca, sebbene.quasi mai – che si sappia – con finalità nutraceutiche, cosa che invece sarebbe assai facile perché la medio-lunga conservazione consente. l’offerta di menù commerciali disegnati appositamente per le esigenze del salute specifiche di ciascun avventore.

Gli impianti di produzione sous vide hanno la particolarità di assumere dimensioni scalari, adattandosi anche ad hotel, ristoranti od aziende di produzione di piccola dimensione. Sono dunque idonei alla politica del Km Zero, quanto mai rilevante nel territorio dei Distretti del Bio.
L’esigenza di consentire alle famiglie l’impiego continuativo di piatti salutari conduce a suggerire combinazioni di Razioni su base quotidiana o longitudinale (sequenze composite di prodotti, o dotazioni lunghe di alimenti specifici per assunzione raccomandate) composite per l’intera famiglia, o per i suoi componenti esposti a rischio, compatibili con i metodi della distribuzione contemporanea.

Tutta questa riflessione si ispira ad Ancel Keys, che con la moglie Margaret per primo mise a fuoco l’alimentazione mediterranea gettandone le basi scientifiche. Ancora prima di questo, egli era stato dietologo per l’esercito USA, ed aveva escogitato la famosa “razione K” che sostenne i marines durante la II Guerra Mondiale. Keys inventa così il principio della “dotazione alimentare compatta, polivalente ed a lunga conservazione” funzionale all’organismo ed alla attività degli individui (in quel caso guerrieri).
L’alimentazione come farmacopea che unisca prodotti gustosi ed al contempo utili alla salute, e che è alla base della cultura mediterranea del cibo, può e deve oggi fare un passo in avanti rispetto al momento in cui Andrò Keys la mise a fuoco nell'immediato secondo dopoguerra, precisandosi al complicarsi delle sociologie e delle patologie, ed assimilandosi alle tecnologie di preparazione e consegna richieste dalla vita urbana e metropolitana. Ed in tal modo ispirandosi nuovamente al pensiero di Ancel Keys.

Un primo esercizio di ideazione di prodotti alimentari confezionati di ispirazione mediterranea, è esposto mediterranea è esposto nell’apposito Annesso 2 (Idee di Brand e di Prodotto). Un esercizio del tutto iniziale che sarà oggetto di sperimentazione nel corso del Progetto.
Nell’esaminare le immagini proposte è necessario considerare la specificità dell’offerta salutare rispetto ad ogni altra tipologia di prodotto. Essa infatti esige il rispetto della continuità nel tempo. Non necessariamente gli obblighi e le costrizioni delle diete ma, a seconda della patologia, l’assunzione abitudinaria di alimenti congruenti con la patologia in atto o temuta.
Gli alimenti devono quindi essere riconoscibili, caratterizzati per tipo di strategia salutare, e reperibili in confezioni coordinabili, che si possano conservare in ambiente domestico, eventualmente in packaging combinati. Ed assolutamente accompagnati da “bugiardino” che illustri al consumatore l’utilità salutare di ciò che acquista.

 

OMISSIS

 

     5. PIANO DI SVILUPPO COMMERCIALE, PRODUTTIVO E ORGANIZZATIVO    

6.1 Piano di sviluppo commerciale
Descrivere le strategie commerciali che si intendono perseguire in termini di posizionamento del prodotto, politica dei prezzi di vendita, canali/reti di distribuzione da utilizzare, eventuali azioni promozionali e pubblicitarie con indicazione dei relativi costi. Indicare gli effetti dell’integrazione di distretto.

Come si è indicato nei Paragrafi Precedenti, la strategia commerciale che i Biodistretti potranno adottare per effetto dell’intervento di Ricerca, risiede nel credito assegnato dalla professione dei Medici di Medicina Generale alle strategie nutrizionali disegnate dalla Ricerca stessa, alla cui configurazione parteciperanno Istituti di assoluta autorevolezza istituzionale e scientifica (quali Istituti della Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ricercatori e strutture funzionali alla Società dei Medici di Medicina Generale, il CREA, personalità della Dietologia Regionale, tra cui primari od ex primari di Dietologia delle Principali Aziende Ospedaliere della Regione Lazio. Oltre a primarie Aziende della informatica e telematica applicate alla
salute.
L’adesione riposa sulla convinzione che la disponibilità prodotti nutraceutici affidabili permetteranno ai Medici di Medicina Generale di soddisfare una domanda crescente di indirizzi nutrizionali che allo stato attuali si trovano nella estrema difficoltà di soddisfare, non disponendo né del tempo né delle risorse per procedere autonomamente a processi formativi su di una materia, quale è la nutrizione, raramente insegnata con profondità presso le nostre facoltà di Medicina.

Ciò sarà vieppiù facilitato dalle linee guida e le applicazioni informatiche disegnate dal Progetto possano essere integrate al Fascicolo Sanitario Elettronico che attualmente la Regione Lazio, al pari di tutte le altre Regioni italiane, sta allestendo per finanziamento del PNNRR ed indirizzi metodologici del Ministero della Salute. Indirizzi che sono stati attentamente riflessi nel disegno preliminare dell’infrastruttura telematica proposta dalla Ricerca (denominata Carte Nautiche per la Salute Alimentare).
Una volta dotati di applicazioni telematiche in dialogo tra loro, consumatori e Medici di Medicina Generale potranno stare in relazione tra loro mediante servizi di tele-nutrizione, e gruppi social di pazienti affetti da specifiche patologie potranno scambiarsi opinioni e suggerimenti, e condurre ad un progressivo perfezionamento dell’Alimentazione Salutare.
Si segnala qui,che l’innovazione della telematica applicata alla nutrizione permetterebbe di superare il limite più sofferto sul piano scientifico da questa brtanca della medicina: quello di non disporre di metodi rigorosi di continui di monitoraggio dei risultati.

In questa strategia, i punti HORECA esistenti nei Biodistretti saranno la fondamentale vetrina dei prodotti della Salute Alimentare, dimostrando alla popoloazione del Lazio e non solo, che la nutrizione sana è possibile senza perdere il piacere della alimentazione. Anzi incrementandolo, per l’aggiunta della serenità nelle assunzioni.

Come si può notare, i Biodistretti del Lazio diventeranno il sistema di punta dell’alimentazione italiana. Senza ricorrere alle esose e fuorvianti produzioni di pubblicità commerciale.

Il rapporto operativo con il mercato (nei differenti canali di collocamento della produzione agri-zootecnica) può essere distinto in due fasi

  1. Linee alimentari per le patologie del sistema cardio circolatorio.

La strategia di offerta ai vari canali della distribuzione può iniziare abbastanza rapidamente (già al termine del primo anno di attività del progetto) presentando prodotti attentamente misurati nei loro effetti nutraceutici alla popolazione che è affetta da patologie croniche conclamate di cui già oggi la scienza conosce con sicura affidabilità le strategie nutrizionali opportune. Per queste patologie la creazione di filiere biologiche agri-zootecniche non richiede lunghe procedure di messa a fuoco, ma solo il disegno e la sperimentazione delle
linee prototipali previste dal Progetto.

Circoscrivendo per una prima fase il mercato potenziale della produzione alle persone affette da ipertensione e da malattie del cuore, possiamo stimare un target di circa 1,3 milioni di cittadini del Lazio, compresi nelle fasce di età dai 35 anni in su (i malati registrati nelle età precedente non sono qui considerati essendo affetti con ogni probabilità per ragioni genetiche, oppure rientrando nelle strategie per la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza).
Questa prima coorte di consumatori potenziali costituisce solo il 55% dei malati cronici censiti (patologie conclamate) nel Lazio (che è pari complessivamente a circa 2,3 mln di persone) ed è costituito in larga misura (PER L’85%) da popolazione anziana, alla quale è opportuno e necessario prestare prioritariamente l’attenzione. Sulla “vita anziana” la Fondazione beneficiaria ha concentrato a fondo la sua attenzione, partecipando a scambi di note e di opinioni promossi soprattutto dalla Commissione Anziani della Presidenza del Consiglio e dalla Accademia Pontificia della Vita, accumulando una vasta e approfondita lista di raccomandazioni per la definizione e segmentazione del target e delle strategie di mercato per raggiungerlo sotto il profilo alimentare.

Fin qui per quanto riguarda un primo, anche se tra i più importanti segmenti della popolazione affetta da patologie conclamate. Per gli altri segmenti delle patologie croniche (diabete, artriti, artrosi, decadimento muscolare, perdita della visione e della reattività, etc.) la ricerca nutrizionale sta rapidamente conducendo a soluzioni specifiche. Il Progetto si inserirà in questo flusso di studi, sia per individuare soluzioni alimentari già oggi perseguibili, sia per delineare con maggiore chiarezza l’area della prevenzione per l’intero sistema della cronicità.

Come abbiamo già accennato, l’estensione quantitativa della policy di prevenzione alimentare, non è nota né suddivisa per intensità di rischio e per patologie, né a livello nazionale né a livello regionale (se si eccettuano le valutazioni generiche ed aggregate, per cui la protezione riguarda tutta la popolazione, lungo l’arco dell’intera vita. Affermazione che ha un senso, ma non con riferimento alla costruzione di una strategia progressiva di analisi che conduca a linee produttive specializzate. Sebbene certamente il diffondersi di modelli alimentari convincenti produrrà nel tempo ad un generale mutamento dei costumi alimentari). La Ricerca contrattuale dovrà assumere su di sè questo compito di precisazione. 

Tuttavia, sebbene non si conosca con esattezza l’estensione dell’universo di popolazione da servire con alimenti specializzati, si può invece stimare il tasso di crescita con cui si estenderebbe la domanda per questi prodotti ove mai fossero collocati sul mercato.
Per eseguire questa stima analisti del Beneficiario hanno osservato e sintetizzato le rilevazioni dirette eseguite sul terreno da autorevoli società di ricerca (Nielsen innanzitutto). osservando i premi (in termini di incremento percentuale degli acquisti di un anno sul precedente) che i consumatori assegnano ai prodotti già esistenti sul mercato ordinario, e che per tipologia nutrizionale e modalità di gestione in ambiente domestico, meglio si avvicinano alla tipologia obiettivo della salute alimentare (prodotti bio, piatti orientali, preparazioni
a medio-lunga conservazione, etc.). La media ponderata di questi premi, porta a ritenere che una linea di prodotti che li meritasse tutti, crescerebbe al tasso di sviluppo annuo di oltre il 30%.
Queste stesse fonti, inoltre , rilevano da indagini dirette quale sia il numero dei cittadini insoddisfatti dalla qualità salutare dell’offerta alimentare attualmente sui mercati (circa il 37% nel 2022). Se a questi sommiamo quelli che si sono dichiarati indifferenti (mangiano ciò che trovano) o quelli che credono che “ciò che piace fa certamente bene”, raggiungiamo una percentuale pari al 50% circa del mercato da assistere con una produione mirata, oggi quasi del tutto inesistente. Una percentuale non dissimile cui si perviene per via di
rilevazione statistica ufficiale.

6.2 Produzione agricola coinvolta
Produzione agricola in quantità e valore del Soggetto beneficiario e di eventuali beneficiari indiretti nell’anno precedente la
presentazione della domanda e previsioni per l’anno a regime.

     6. FONTI FINANZIARIE    

Illustrazione delle fonti finanziarie, già acquisite o da richiedere, e capacità di accesso alle stesse.

6.1 Piano dei flussi finanziari previsionali e delle fonti di finanziamento

Fabbisogni
(Importi in migliaia di Euro)
Tab. 1A Tab. 2A Tab. 3A Tab. 4A Tab. 5A Tab. 6A Tab. 7A Totale
Investimenti e spese ammissibili       550.000   324.000    
Investimenti e spese non ammissibili                
IVA sugli investimenti       121.000   71.280    
Altri fabbisogni (specificare)                
TOTALE FABBISOGNI       671.000   395.280   1.066.280
Coperture
Mezzi propri       121.000   71.280   192.280
Finanziamento bancario                
Contributo in conto capitale                
Altre fonti di copertura (specificare)                
TOTALE COPERTURE       121.000   71.280   192.280

 

Il sottoscritto …Giuseppe Bartolucci………………………….…in qualità di Segretario Generale e Vice-Presidente ………..……..………………
del Soggetto beneficiario IFFSS (International Foundation for Food Safety and Security………………………………. forma giuridica Fondazione Onluss…………………………
con sede legale in …Via San Sotero n.36…ROMA…………………………. prov. …ROMA…….., CAP…00165 ………
consapevole della responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445:

  • dichiara che tutte le notizie fornite nel presente documento corrispondono al vero;
  • autorizza il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ad effettuare le indagini tecniche ed amministrative ritenute necessarie all’istruttoria del presente Progetto;
  • si impegna ad esibire l’ulteriore documentazione che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali dovesse richiedere per la valutazione del Progetto proposto ed a comunicare tempestivamente eventuali variazioni e/o modifiche dei dati e/o delle informazioni contenute nel presente documento;
  • si impegna a comunicare tempestivamente al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali tutte le variazioni relative ai dati forniti al momento della presentazione della domanda e della documentazione allegata che dovessero intervenire successivamente alla presentazione della domanda stessa;
  • si impegna a dichiarare, successivamente alla stipula del relativo Contratto di distretto e prima dell’erogazione del contributo in conto capitale, di non aver ottenuto dopo la presentazione della domanda o, in caso contrario, di avere restituito e, comunque, di rinunciare ad ottenere per gli investimenti e le spese di cui alla domanda stessa, altre agevolazioni non cumulabili con i contratti di distretto di qualsiasi natura, in base ad altre leggi nazionali, regionali o comunitarie dell’UE o comunque concesse da enti o istituzioni pubbliche;
  • si impegna ad operare nel pieno rispetto delle vigenti norme edilizie ed urbanistiche, sul lavoro, sulla prevenzione degli infortuni e sulla salvaguardia dell’ambiente;
  • prende atto che i dati e le notizie contenute nel presente documento potranno essere comunicati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali a soggetti che intervengono nell’istruttoria, nonché a soggetti nei confronti dei quali la comunicazione dei dati risponde a specifici obblighi di legge.

 

ALLEGA

Dichiarazione del Soggetto beneficiario relativa alla disponibilità degli immobili (suolo e fabbricati) ove sarà realizzato il Progetto ( All. 4)
Attestazione (Perizia art. 7.5, lettera e) dell’avviso) NON APPLICABILE
Atto Costitutivo
Statuto
Dichiarazione Tecnica in merito alla cantierabilità del progetto proposto ( All.5) NON APPLICABILE IN QUANTO L’ALLEGATO SI RIFERISCE ALLA ESEGUIBILITA’ DI OPERE ED IMPIANTI E
NONN AD ATTIVITA’ DELLA RICERCA.

Copia delibera CDA a presentare la domanda NON APPLICABILE IN QUANTO IL SEGRETARIO GENERALE E VICEPRESIDENTE DELLA FONDAZIONE HA FACOLTA’ DI PROCEDERE ALLA PRESENTAZIONE DI RICHIESTE FINANZIARIE.

 

 

firma……………………………………..
 

 

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